rassegna stampa - Master in Cultura del Cibo e del Vino

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Cultura del Cibo a Ca' Foscari, master dai molti sapori (e pregi)


E’ opinione comune che a tavola si risolva ogni problema. Cene e banchetti internazionali screditano questo detto, che invece ben si adatta ad un caso specifico, quello del Master Universitario di primo livello, tenuto da Ca' Foscari, in "Cultura del Cibo e del Vino", il quale ha la propria sede operativa tra le colline di Valdobbiadene.
Il Master è stato definito dal neo-Rettore di Ca' Foscari, Carlo Carraro, un modello da imitare sia perché non pesa sulle casse dell'ateneo, grazie all'appoggio dei privati e alle rette, sia per aver creato un forte legame con il territorio pedemontano e con le aziende che vi operano. Senza dimenticare, in aggiunta, che una parte delle risorse raccolte dal Master vanno proprio a rimpinguare le sempre più magre casse cafoscarine.

C’è anche la lezione di convivialità. Il corso ha la durata di un anno, tempo utile – tra lezioni, stage e seminari – per gli studenti d'approfondire i molti aspetti legati alla cultura gastronomica: comunicazione alimentare, storia alimentazione, produzione alimentare, legislazione, marketing, e anche alcune "lezioni di convivialità".
«Non bisogna – raccomanda Roberto Stevanato, coordinatore e ideatore del Master – dare per scontata la convivialità. A tavola, spesso, si prendono decisioni importanti e si esce dall'ufficialità».
Un percorso formativo aperto a tutti gli studenti in possesso della laurea triennale, ai quali viene richiesto solo un requisito fondamentale: la passione per la gastronomia e il territorio, con una forte volontà di professionalizzarsi in questo settore.

L'anno accademico appena concluso ha visto la partecipazione di 23 studenti al Master, ma le richieste iniziali erano state molte di più: un precolloquio di ammissione, fatto dai docenti, ha convinto molti pretendenti a desistere dall'intento: non erano sufficientemente motivati o troppo indecisi.

Un futuro nel marketing. Molti dei selezionati provengono non a caso da lauree in economia, lettere e scienze della comunicazione; la maggiore spendibilità del titolo, infatti, è proprio nel campo della comunicazione e del marketing.
«Le aziende del territorio pedemontano – spiega il professor Stevanato – producono ottimi prodotti, ma non li sanno vendere sul mercato. Sono piccole aziende che non riescono a sfondare, che non riescono a farsi conoscere al di fuori del territorio. I nostri studenti avranno tutti gli strumenti per poterle aiutare in questo».
Altra prerogativa del Master in "Cultura del Cibo e del Vino" è di far toccare con mano agli studenti la realtà nella quale andranno presumibilmente a lavorare: dai tradizionali stage aziendali, alle escursioni educative, come quella organizzata tra le isole dimenticate della laguna nord.

Nelle isole tesori da valorizzare. Il Veneto offre già numerosi percorsi eno-gastronomici in grado di movimentare turisti e appassionati delle tradizioni culinarie locali; tuttavia sono altrettante le potenziali mete che aspettano solo di esser "scoperte" e fatte conoscere al pubblico. Tra queste, le isole "dimenticate" della laguna nord sono una risorsa turistica poco sviluppata.
Agli studenti del Master è stato mostrato proprio questo: un potenziale tesoro che aspetta solo di esser valorizzato. Dalla pesca dei moecanti, ai carciofi di Sant'Erasmo, fino all'isola de "La cura", dove tra le sterpaglie sgorga una risorgiva naturale d'acqua dolce solforosa, ottima per le cure termali.

Il salvataggio dell’uva Dorona. Sempre grazie all'attività di "scouting" e di salvaguardia promossa dal Master, si è contribuito a pubblicizzare il salvataggio dell'uva Dorona, un vitigno autoctono in grado di resistere al clima salmastro della laguna. L'uva Dorona veniva coltivata al tempo della Serenissima, ma poi, causa lo spopolamento delle campagne isolane, la tradizione è andata perduta. Ora, invece, l'azienda vinicola Bisol di Valdobbiadene – partner del Master – ha ricreato a Mazzorbo un vigneto d'uva Dorona che, entro due anni, dovrebbe portare alla prima vendemmia.
Gli studenti hanno poi saputo stupire anche i loro professori dando vita, come prova conclusiva del loro percorso di studi, all'evento gastronomico-culturale "A tavola con Comisso", al quale ha partecipato anche il poeta Andrea Zanzotto. Per l'occasione gli studenti hanno preparato gli inviti, il menù e tutto quanto ha concorso a creare una giornata d'affinità culinaria.

Costa un decimo che alla Bocconi. Grazie anche a questa dimostrazione finale, tutti gli studenti sono ora impegnati in stage aziendali.
«La nostra offerta formativa – spiega il professor Stevanato – non ha pari in Italia, tant'è che riceviamo l'interesse di molti studenti fuori sede. L'unica alternativa simile è un corso della Bocconi, che però costa più di 28mila euro, mentre da noi la retta è di 2.750 euro. Ora siamo alla ricerca di partner che finanzino delle borse di studio».
Le iscrizioni al Master Universitario di primo livello in "Cultura del Cibo e del Vino" possono esser presentate entro l'11 gennaio 2010. Info su www.mastercibo.it o ideas.formazione@unive.it.


(Gente Veneta, 29.11.2009)

I Master fanno il lifting e il posto è quasi sicuro

“Ho approfondito Cultura del Vino e del buon cibo, per passione. Mi ha aiutato a trovare lavoro.”
Cristina Zanin Master  in “Cultura del cibo e del vino per la gestione delle risorse enogastronomiche” a Ca’ Foscari.

Perché ha scelto questo Master?
“Per l’argomento. Mi sono sempre interessata di enogastronomia, stavo facendo una laurea specialistica in pubblicità  che non mi piaceva e ho pensato di orientarmi verso qualcosa di diverso.”
La molla non è stata la possibilità di lavoro?
“Diciamo che non è stato il motivi principale, volevo fare qualcosa che realmente mi piaceva. Poi, fortunatamente le due cose sino coincise.”
Può dire che è stato il master ad aiutarla a trovare occupazione?
“Direi proprio di si. Grazie allo stage obbligatorio che faceva parte del programma formativo sono venuta a contatto con l’azienda Bisol. Nel periodo dello stage ho affiancato la responsabile alle relazioni esterne in modo concreto e fattivo.”
Dallo stage, all’attività?
“Praticamente si, adesso ho un impiego a tempo indeterminato e mi trovo benissimo. Il master mi ha dato le basi.”

(intervista a Cristina Zanin, studentessa del Master - Il Gazzettino, 24.09.2009)                                      

 
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